COMFORT,
PROFUMI,
COLORI E
atmosfera

Quello con la cucina è un rapporto sentimentale. E io non tradisco. Il mio ristorante è una proiezione di Pantelleria. Cannoli a colazione, l'aperitivo con panelle croccanti appena fatte. A tavola cous cous e caponata.

FILIPPO
LA MANTIA:
Palermo, ROMA,
MILANO

Nasco per la prima volta a Palermo. Nel 2001 indosso la camicia bianca, mi trasferisco a Roma e nasco per la seconda volta: mi battezzo oste e cuoco.
Guido i miei primi ristoranti: Zagara e La Trattoria. Lì vivo le mie esperienze più belle. Fino a oggi.

IN CUCINA
LA MATERIA
PRIMA È
fondamentale

Per me è un ricordo che passa attraverso il tatto. Mio nonno mi portava in carrozza al mercato della Vucciria di Palermo. Tra quei banchi ho imparato a conoscere il cibo. Basilico, menta, finocchietto fresco, melanzane, arance. Sapori e profumi che porto sempre con me

SPEZIE,
CANNELLA E
FRUTTA candita

La pasticceria mi ricorda mia madre. Sono nato in mezzo a questi profumi, nel suo negozio. I dolci saranno sempre disponibili: al bar, al ristorante, da asporto, su ordinazione

APPARECCHIARE
PER UN OSPITE
È UN onore

Il cuoco offriva prodotti di stagione, l’oste ti accoglieva recitando il menù. Era anche un cantastorie. È l'atmosfera che voglio ricreare. Senza tradire la mia cucina: ho abbandonato i soffritti di aglio e cipolla e inventato i pesti di agrumi

FATTO PER LE
PERSONE CHE
LO vivranno

Ordinato ma non finto. Il mio è uno spazio dove sentirsi liberi, come a casa. Dove rilassarsi, leggere un quotidiano o navigare su un tablet. Gustando una brioche palermitana o un'arancina

Milano 31 dicembre 2020

Ciao. Mi rivolgo a tutti Voi: clienti, amici, conoscenti, passanti, ammiratori e detrattori; critici ed entusiasti che, insieme alla città di Milano, avete reso possibile il “mio” progetto, realizzato con grande volontà e un pizzico di pazzia, di scoprire insieme le tradizioni della cucina siciliana, ripensate in chiave moderna. Il 2020 ci ha reso vulnerabili, deboli, attaccabili e consapevoli di quanto sia fragile la nostra società.
La pandemia ha portato via tantissime vite, cose, energie e lavoro. Ma noi ci siamo rimboccati le maniche e, salute permettendo, abbiamo investito in protezione e sicurezza, per essere presenti nei mesi in cui si poteva aprire; se da un lato, abbiamo incrociato l’angoscia, dall’altro abbiamo conosciuto sguardi che forse prima non notavamo, perché attratti dai sorrisi. Ora scopro sguardi che emergono da una mascherina che vuole proteggere noi e gli altri. Sguardi di affetto e di protezione, anche per me.
Ma nonostante il vostro grande e costante supporto, non riesco a portare avanti un’attività così importante e complessa, che si nutriva e si nutriva di eventi, cene private e grandissimi e affollatissimi buffet domenicali. Come forse già sapete, ho perciò deciso di chiudere l’attività di Piazza Risorgimento.
Questo per fortuna non è un addio, ma solo un arrivederci a presto. E spero che ciò possa farvi piacere. Risolte tutte le beghe amministrative e burocratiche che ogni chiusura comporta, ci ritroveremo in un nuovo luogo, sempre a Milano, a raccontarci quello che è stato e quello che sarà.
Vorrei ringraziarvi tutti ed abbracciarvi per quello che mi avete dato e per tutto quello che mi avete permesso di darvi in questi 6 anni. Un grazie speciale, infine, alla ‘mia’ brigata, lavaggio, cucina, sala e ricezione, che si è impegnata a fondo, tantissimo, per un progetto unico. Senza tutte le mie ragazze e i miei ragazzi, non ce l’avrei mai fatta.

Con grande affetto

Filippo