Buccellato

Per quattro persone

per la pasta frolla:

  • 500 g di farina di grano duro
  • 300 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 4 uova
  • latte
  • sale

per il ripieno:

  • 2 uova
  • 400 g di fichi secchi
  • 150 g di gherigli di noci
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 200 g di mandorle pelate e tostate
  • 150 g di uvetta
  • 100 g di pistacchi
  • 250 g di zucca
  • chiodi di garofano in polvere
  • cannella in polvere
  • buccia di 1 arancia

 

Per la pasta frolla, impastate la farina con il burro lasciato ammorbidire a temperatura ambiente, lo zucchero, le uova, un pizzico di sale e il latte necessario ad ottenere una pasta di media consistenza.

Stendetela con matterello fino ad ottenere una sfoglia.

Per il ripieno, mettete a bagno i fichi e, una volta rinvenuti, strizzateli e tritateli. Tritate anche i gherigli di noci, le mandorle e i pistacchi. Tagliate a cubetti la polpa della zucca e tritate finemente la buccia dell’arancia.

In una ciotola capiente versate tutti gli ingredienti per il ripieno con le uova sbattute, il cioccolato ridotto in scaglie, un cucchiaio di chiodi di garofano in polvere e uno di cannella. Amalgamate bene.

Distribuite l’impasto con le mani sulla pasta frolla stesa e chiudetela su se stessa. Con una forchetta fate dei buchi sulla superficie della pasta.

Disponete il dolce su una teglia foderata di carta da forno e mettetelo a cuocere in un forno preriscaldato a 165 °C per 20 minuti. Una volta cotto, estraetelo dal forno e tagliatelo a fettine.

Servite tiepido o a temperatura ambiente.

Milano 31 dicembre 2020

Ciao. Mi rivolgo a tutti Voi: clienti, amici, conoscenti, passanti, ammiratori e detrattori; critici ed entusiasti che, insieme alla città di Milano, avete reso possibile il “mio” progetto, realizzato con grande volontà e un pizzico di pazzia, di scoprire insieme le tradizioni della cucina siciliana, ripensate in chiave moderna. Il 2020 ci ha reso vulnerabili, deboli, attaccabili e consapevoli di quanto sia fragile la nostra società.
La pandemia ha portato via tantissime vite, cose, energie e lavoro. Ma noi ci siamo rimboccati le maniche e, salute permettendo, abbiamo investito in protezione e sicurezza, per essere presenti nei mesi in cui si poteva aprire; se da un lato, abbiamo incrociato l’angoscia, dall’altro abbiamo conosciuto sguardi che forse prima non notavamo, perché attratti dai sorrisi. Ora scopro sguardi che emergono da una mascherina che vuole proteggere noi e gli altri. Sguardi di affetto e di protezione, anche per me.
Ma nonostante il vostro grande e costante supporto, non riesco a portare avanti un’attività così importante e complessa, che si nutriva e si nutriva di eventi, cene private e grandissimi e affollatissimi buffet domenicali. Come forse già sapete, ho perciò deciso di chiudere l’attività di Piazza Risorgimento.
Questo per fortuna non è un addio, ma solo un arrivederci a presto. E spero che ciò possa farvi piacere. Risolte tutte le beghe amministrative e burocratiche che ogni chiusura comporta, ci ritroveremo in un nuovo luogo, sempre a Milano, a raccontarci quello che è stato e quello che sarà.
Vorrei ringraziarvi tutti ed abbracciarvi per quello che mi avete dato e per tutto quello che mi avete permesso di darvi in questi 6 anni. Un grazie speciale, infine, alla ‘mia’ brigata, lavaggio, cucina, sala e ricezione, che si è impegnata a fondo, tantissimo, per un progetto unico. Senza tutte le mie ragazze e i miei ragazzi, non ce l’avrei mai fatta.

Con grande affetto

Filippo